Questa è l'isola dei naufraghi, di tutti coloro che vivono smarriti. In esilio
lunedì 12 maggio 2014
Francamente... ammalati di apparenza: metafisica della razionalità e allucinazione collettiva
Così scrive La Repubblica, che di morale ne dispensa a quintali.
Conchita, che ha pianto calde lacrime ogni volta che un paese collegato votava per lei, spingendola in vetta alla classifica, ha presenza scenica, e ha cantato una canzone degna di un film di James Bond. Ha voluto fare della sua partecipazione un messaggio di libertà, ha raccontato che da adolescente era stato vittima di discriminazione. Non è trans, è un uomo che si traveste e quella barba, ha spiegato, è un invito a non giudicare gli altri dall'apparenza e la prova che si può essere se stessi. La Russia esce sconfitta, col risultato che la coppia di giovanissime cantanti russe in gara è stata fischiata più volte. Conchita Wurst ha trionfato, e ormai il suo grido "We are unstoppable!" sta facendo il giro del mondo su Twitter.
Eh Già! Perchè Milonov, vice-premier russo, ha definito lo show non soltanto "sodomita", ma anche segno di "decadenza spirituale e promozione dell'omosessualità", viste le esibizioni di Conchita, "un pervertito" a cui non dovrebbe essere permesso di esibirsi sullo stesso palco dei russi.
Applaude il presidente austriaco Heinz Fischer. "La vittoria di Conchita Wurst all'Eurovision è anche una vittoria in Europa della tolleranza e del rispetto", commenta il ministro della Cultura Josef Ostermayer.
TOLLERANZA E RISPETTO??!!
Ormai è chiaro: mentre si affama la bestia, tentiamo di diventare i campioni di tolleranza delle apparenze. Mentre impazza la povertà e la disperazione, l'Europa lancia segnali sul diritto di esistenza immaginifica alla diversità. Mentre tutto viene appiattito all'impersonalità del numero, si esaltano immagini di personalità... allontanate.
Ormai chi governa il senso comune di questo continente è ammalato e diffonde la malattia del delirio: una èlite di puttanieri, pedofili, frequentatori di trans, anaffetivi, imperturbabili calcolatori e affaristi, senza scrupolo ed etica alcuna, dissipatori di ogni identità reale e dispensatori di identificazioni, indifferenti ad ogni vita e sensibili solo al consumo immaginifico dell'esistenze, diffondono il morbo del delirio... collettivo: puoi essere ciò che vuoi, basta solo che tu lo sia... apparentemente.
Viviamo tempi di metafisica della razionalità e di allucinazione collettiva, di sistematizzazione del reale nell'indifferenziato del devoluto e dell'esaltazione dell'appariscente, di atomizzazione del senso e solipsismo desolante della comunicazione...
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